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domenica 25 luglio 2010

Ospedale Grassi, graffiti in sala d'attesa e...non solo

Ogni superficie della sala d'attesa del Pronto soccorso ginecologico dell'Ospedale Grassi di Ostia - XIII Circoscrizione del Comune di Roma - è stata interamente ricoperta di scritte, a cominciare dal cartello che segna l'ingresso all'area riservata alle partorienti, dove la scritta «blocco parto» è stata rielaborata e corretta in un «SbRocco e partoRISCO».
I vandali - Neo-papà, parenti o amici, armati di pennarelli e bombolette spray hanno preso di mira distributori delle bevande, il climatizzatore, l'orologio, il pavimento e persino il soffitto. Nessuna suppellettile è sfuggita ai grafomani. Ma il tour del degrado continua all'esterno della struttura. L'ingresso, le pareti esterne dell'edificio e le strisce pedonali davanti al reparto sono piene zeppe dei nomi dei nascituri con tanto di data di nascita e relativo peso. Qualcuno ha pensato addirittura di realizzare enormi murales.
La soluzione - «L'unica soluzione, per evitare che la riverniciatura diventi inutile, sarà creare una parete plastificata fornita di pennarelli, da ripulire una volta a settimana - spiega Lindo Zarelli direttore sanitario dell'ospedale. Non ho alcuna intenzione di spendere soldi per ritinteggiare la sala, ben sapendo che durerebbe pochi giorni. Anche le denunce di chi è stato colto in flagrante non sono servite a niente»
L'intera galleria degli orrori è visibile qui. Mai visto nulla del genere, nemmeno nella più degradata stazione della metropolitana!

lunedì 7 giugno 2010

Graffiti su un vagone. Rischia 3 anni di carcere

Provate ad indovinare in quale città sarà applicata una pena così esemplare. Avete 10 secondi di tempo per pensarci, ma oggi sarò magnanimo e ve ne concederò il doppio.
Se avete pensato ad una città italiana siete fuori strada, infatti la notizia giunge dalla lontanissima Singapore. Vi invito a leggere l'articolo pubblicato dal sito Varese Notizie, che qui riporto integralmente...offre uno spunto per molte riflessioni.

Rischia una pena corporale e tre anni di carcere il cittadino svizzero accusato da un tribunale di Singapore di essersi introdotto illegalmente in un deposito delle metropolitana e di aver imbrattato un vagone con dei graffiti.

L'uomo di 32 anni è stato arrestato il 25 maggio a Singapore dopo essersi introdotto, assieme a un britannico, in una zona dall'accesso vietato.

Stando al capo d'accusa i due avrebbero compiuto atti di vandalismo su beni pubblici, tagliando la recinzione e imbrattando il treno. Il giudice ha fissato una cauzione pari a circa 82'000 franchi. Il passaporto del cittadino elvetico è stato confiscato. L'ambasciata elvetica fornirà un sostegno consolare, ma non intende interferire nel processo. Singapore, dove ordine e pulizia regnano sovrani, infligge sanzioni durissime ai trasgressori.

Un atto di vandalismo può essere punito con otto colpi di bastone, tre anni di prigione e 2000 dollari di multa (circa 1650 franchi). La città Stato accorda inoltre una grande importanza alla sicurezza della sua rete di trasporti pubblici, per timore di attacchi terroristici. La vicenda ricorda il caso del cittadino svizzero in Thailandia, che nel 2007 era stato condannato a dieci anni di reclusione per aver dipinto di nero alcuni ritratti del re Bhumibol. Per sua fortuna, il sovrano, che intrattiene ottimi rapporti con la Svizzera, lo aveva in seguito graziato.

giovedì 6 maggio 2010

Ferrara. Imbrattano il vagone, denunciati

La notizia risale al 26Aprile, ma mi sembrava comunque doveroso pubblicare la pagina dell'articolo. Per chi, come me, combatte il degrado urbano, questa è un'altra buona notizia. E'fondamentale che queste informazioni girino il più possibile, affinché altre teste calde ci pensino non una, ma cento volte prima d'imbrattare un vagone ferroviario. Degrado a Ferrara, in data 28Aprile, è stato il primo blog a riportare la notizia.

martedì 4 maggio 2010

Ascoli Piceno, presi 3 writers

Maurizio di Ascoli Piceno mi ha segnalato quest'articolo, pubblicato sul Corriere Adriatico, che riporto, con grande gioia integralmente.
Ascoli Grazie alla collaborazione dei cittadini, altri tre “imbrattatori” sono stati presi sul fatto e denunciati all’autorità giudiziaria ai sensi dell’articolo 639 del codice penale. Il fatto è accaduto il 2 maggio scorso intorno alle 12 in via De Dominicis, nel quartiere Luciani. Al centralinista del 113 è giunta la segnalazione di una persona che aveva notato alcuni giovani, tutti ascolani, che si erano introdotti atraverso un foro della recinzione, con delle bombolette spray in mano, all’interno del giardino della scuola professionale. Immediatamente una pattuglia della squadra Volanti dell’ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico è arrivata sul posto. I due agenti hanno sorpreso i tre giovani, M. P. di 19 anni, S. G. di 21 e M. R. di 32 vicino ad una parete con le bombolette in mano pronti per imbrattarla. Sono stati identificati e dovranno rispondere del reato di deturpamento ed imbrattamento di cose altrui che prevede, a querela di parte, un’ammenda fino a 103 euro e la segnalazione sul certificato penale. “ La lotta che abbiamo intrapreso contro gli imbrattatori – è stato il commento del sindaco Castelli – sta dando risultati apprezzabili. Ma la cosa che più soddisfa è che la cittadinanza si stia rendendo partecipe per scongiurare il ripetersi di queste azioni che danneggiano l’immagine della nostra città. E’ in corso di esame da parte della giunta di un’ordinanza, che trasmetteremo poi al prefetto per il parere definitivo, che prevede, oltre alla costituzione di parte civile (cosa che faremo subito), anche la possibilità che gli imbrattatori vengano obbligati a lavorare per la ripulitura di quanto danneggiato. Nel caso del 2 maggio scorso, in cui tre ragazzi sono stati sorpresi mentre si accingevano a sporcare una parete della scuola , non escluderei l’ipotesi che abbiano commesso anche il reato di violazione di domicilio in quanto si sono introdotti senza alcuna autorizzazione in un’area privata. Mi auguro che i giovani si rendano conto che non si scherza più”.
Questo è un monito per tutti i writers...smettete d'imbrattare finché siete in tempo!

martedì 9 febbraio 2010

I graffiti sui muri hanno un prezzo. Dalle città nuova guerra ai writers

Ieri a pagina 19 del quotidiano La Repubblica è stato pubblicato un interessante articolo, a firma di Paola Coppola, che traccia l'attuale situazione in cui versano le città italiane, ostaggio dei writers. Milano sembra aver imboccato la strada giusta per combattere questo degradante fenomeno, attraverso l'elevazione di centinaia di multe da 500 euro e la denuncia di ben 55 writers. Il Comune del capoluogo lombardo si è costituito parte civile in numerosi processi penali in cui sono imputati tali soggetti, e ha avviato, dall'anno 2006, una campagna per ripulire i muri della città. Nel mese di dicembre sono stato a Milano e vi garantisco che numerose strade, anche periferiche, sono pulitissime.
A Roma, da ieri, è entrata in vigore l'ordinanza del sindaco che prevede multe da 300 a 500 euro, con sequestro degli "arnesi"e obbligo di ripulire i muri entro 15 giorni. Inoltre, chi vende bombolette spray ai minori sarà sanzionato con un'ammenda di 1.000 euro.
Nell'articolo c'è spazio per tracciare un bilancio delle altre città italiane nella continua lotta contro i writers.
Cliccando sul titolo del post, accederete direttamente al suddetto articolo.
Buona lettura!

lunedì 27 luglio 2009

Writers spagnoli sorpresi nel Metrò

Le tre di notte di qualche giorno fa, sulla banchina della fermata Maciachini della linea gialla del metrò di Milano compaiono all'improvviso quattro ragazzi davanti al treno fermo sui binari, tirano fuori bombolette spray e iniziano a disegnare le fiancate dei vagoni. L'ultima "performance" di writer è stata, però, interrotta dall'arrivo dei carabinieri, avvisati dal personale Atm che aveva notato che le telecamere di sicurezza che dovevano riprendere il treno erano state girate. I quattro, fermati dopo un inutile tentativo di fuga nelle gallerie, sono tutti spagnoli tra i 19 e i 22 anni; stavano filmando la loro "opera" per poter mettere in rete il video. Denunciati a piede libero per danneggiamento aggravato, dovranno anche pagare la multa di €450 prevista dall'ordinanza anti-graffiti. Qui in basso potete vedere il servizio del Tg2 che documenta l'accaduto.

martedì 23 giugno 2009

Un "Ti amo" da €7.000

Di questi tempi sembra molto più semplice affidare i propri pensieri romantici alla bomboletta spray piuttosto che a carta e penna. E così ha pensato di fare un 15enne di Triste per colpire il cuore della sua fidanzata, ma i vigili urbani l'hanno beccato sul fatto mentre scriveva Ti amo sul muro di un palazzo. Al ragazzino è stata comminata una multa di €7.000. Visto che la multa la pagheranno i genitori, credo che sarebbe stato più educativo prevedere lavori sociali per il giovane vandalo (ad es. facendogli ridipingere il tratto di muro vandalizzato) . Cliccate qui per vedere il servizio del Tg5

lunedì 18 maggio 2009

Multa e carcere per chi imbratta i muri

Il governo si mobilita contro i writers. Secondo quanto previsto nel decreto sicurezza, approvato alla Camera e in attesa del definitivo ok al Senato, chi scrive su immobili o mezzi di trasporto rischia da uno a sei mesi di carcere o una maxi-sanzione da €300 a €1.000. Pene ancora più severe per chi imbratta monumenti e aree di interesse storico-artistico: la reclusione, in questi casi, va da tre mesi a un anno e le multe da €1.000 a €3.000 euro. I dati confermano che quello dei writers è diventato un problema di ordine pubblico con delle ricadute abbastanza significative. A piangere saranno soprattutto le industrie di vernici spray o affini. L'82% delle bombolette spray vendute è destinato all'opera dei graffitari, alle gesta di insubordinazione culturale. In un mese nel solo capoluogo lombardo si vendono 18mila bombolette il cui contenuto finisce inesorabilmente sulla facciata di un edificio o sulla fiancata di un mezzo pubblico di trasporto. Muri a rischio, soprattutto, in occasione di manifestazioni di massa, che da sole sono responsabili del 30% delle tags e dei graffiti. Ogni anno, in Italia vengono spesi circa €20 milioni (calcolo approssimativo e per difetto) per contrastare il proliferare dei graffiti, senza contare i costi sostenuti dalle aziende di trasporti per la pulizia dei treni, autobus, etc. Non bisogna, però, fare di tutta un'erba un fascio, ad esempio in certe periferie i murales realizzati da writers esperti danno una nota di colore ad un muro di cemento altrimenti grigio, così come ad un capannone abbandonato. In quel caso sono il primo ad apprezzarli, ma non tollero tags e graffiti che deturpano le bellezze architettoniche delle nostre città. Fondamentale è lavorare sui giovani, educandoli al rispetto per il bene comune. Per quanto riguarda il carcere, credo che sia una misura eccessiva; bisogna comminare la sanzione amministrative proporzionata all'entità del danno e, in più, obbligare a ripulire la superficie vandalizzata.