
domenica 25 luglio 2010
Ospedale Grassi, graffiti in sala d'attesa e...non solo

lunedì 7 giugno 2010
Graffiti su un vagone. Rischia 3 anni di carcere
Provate ad indovinare in quale città sarà applicata una pena così esemplare. Avete 10 secondi di tempo per pensarci, ma oggi sarò magnanimo e ve ne concederò il doppio.L'uomo di 32 anni è stato arrestato il 25 maggio a Singapore dopo essersi introdotto, assieme a un britannico, in una zona dall'accesso vietato.
Stando al capo d'accusa i due avrebbero compiuto atti di vandalismo su beni pubblici, tagliando la recinzione e imbrattando il treno. Il giudice ha fissato una cauzione pari a circa 82'000 franchi. Il passaporto del cittadino elvetico è stato confiscato. L'ambasciata elvetica fornirà un sostegno consolare, ma non intende interferire nel processo. Singapore, dove ordine e pulizia regnano sovrani, infligge sanzioni durissime ai trasgressori.
Un atto di vandalismo può essere punito con otto colpi di bastone, tre anni di prigione e 2000 dollari di multa (circa 1650 franchi). La città Stato accorda inoltre una grande importanza alla sicurezza della sua rete di trasporti pubblici, per timore di attacchi terroristici. La vicenda ricorda il caso del cittadino svizzero in Thailandia, che nel 2007 era stato condannato a dieci anni di reclusione per aver dipinto di nero alcuni ritratti del re Bhumibol. Per sua fortuna, il sovrano, che intrattiene ottimi rapporti con la Svizzera, lo aveva in seguito graziato.
giovedì 6 maggio 2010
Ferrara. Imbrattano il vagone, denunciati
La notizia risale al 26Aprile, ma mi sembrava comunque doveroso pubblicare la pagina dell'articolo. Per chi, come me, combatte il degrado urbano, questa è un'altra buona notizia. E'fondamentale che queste informazioni girino il più possibile, affinché altre teste calde ci pensino non una, ma cento volte prima d'imbrattare un vagone ferroviario. Degrado a Ferrara, in data 28Aprile, è stato il primo blog a riportare la notizia.
martedì 4 maggio 2010
Ascoli Piceno, presi 3 writers
martedì 9 febbraio 2010
I graffiti sui muri hanno un prezzo. Dalle città nuova guerra ai writers

lunedì 27 luglio 2009
Writers spagnoli sorpresi nel Metrò
martedì 23 giugno 2009
Un "Ti amo" da €7.000
Di questi tempi sembra molto più semplice affidare i propri pensieri romantici alla bomboletta spray piuttosto che a carta e penna. E così ha pensato di fare un 15enne di Triste per colpire il cuore della sua fidanzata, ma i vigili urbani l'hanno beccato sul fatto mentre scriveva Ti amo sul muro di un palazzo. Al ragazzino è stata comminata una multa di €7.000. Visto che la multa la pagheranno i genitori, credo che sarebbe stato più educativo prevedere lavori sociali per il giovane vandalo (ad es. facendogli ridipingere il tratto di muro vandalizzato) . Cliccate qui per vedere il servizio del Tg5lunedì 18 maggio 2009
Multa e carcere per chi imbratta i muri
Il governo si mobilita contro i writers. Secondo quanto previsto nel decreto sicurezza, approvato alla Camera e in attesa del definitivo ok al Senato, chi scrive su immobili o mezzi di trasporto rischia da uno a sei mesi di carcere o una maxi-sanzione da €300 a €1.000. Pene ancora più severe per chi imbratta monumenti e aree di interesse storico-artistico: la reclusione, in questi casi, va da tre mesi a un anno e le multe da €1.000 a €3.000 euro. I dati confermano che quello dei writers è diventato un problema di ordine pubblico con delle ricadute abbastanza significative. A piangere saranno soprattutto le industrie di vernici spray o affini. L'82% delle bombolette spray vendute è destinato all'opera dei graffitari, alle gesta di insubordinazione culturale. In un mese nel solo capoluogo lombardo si vendono 18mila bombolette il cui contenuto finisce inesorabilmente sulla facciata di un edificio o sulla fiancata di un mezzo pubblico di trasporto. Muri a rischio, soprattutto, in occasione di manifestazioni di massa, che da sole sono responsabili del 30% delle tags e dei graffiti. Ogni anno, in Italia vengono spesi circa €20 milioni (calcolo approssimativo e per difetto) per contrastare il proliferare dei graffiti, senza contare i costi sostenuti dalle aziende di trasporti per la pulizia dei treni, autobus, etc. Non bisogna, però, fare di tutta un'erba un fascio, ad esempio in certe periferie i murales realizzati da writers esperti danno una nota di colore ad un muro di cemento altrimenti grigio, così come ad un capannone abbandonato. In quel caso sono il primo ad apprezzarli, ma non tollero tags e graffiti che deturpano le bellezze architettoniche delle nostre città. Fondamentale è lavorare sui giovani, educandoli al rispetto per il bene comune. Per quanto riguarda il carcere, credo che sia una misura eccessiva; bisogna comminare la sanzione amministrative proporzionata all'entità del danno e, in più, obbligare a ripulire la superficie vandalizzata.